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CEMENTO UMANO

La Lunga Marcia del Cammino nelle Terre Mutate

Da Sant’Angelo (Amatrice) a Campotosto

Tappa #11

Km 16

Difficoltà: 8,5/10

Bellezza: 10/10

Assunta tesse la lana, Assunta tesse il lino, Assunta tesse storie e pensieri nella sua bottega a Campotosto. Il suo riannodare il passato al futuro attraverso una pratica appresa dalle nonne di qui, ha fatto di questa ragazza il simbolo moderno e arcaico delle tradizioni che mutano ma non si perdono.

Tappa stupenda e terribile ieri, fino a Campotosto appunto: in questo ossimoro appenninico respiri l’essenza del Cammino nelle Terre Mutate. La natura trabocca bellezza, i lamponi saranno colti a manciate tra qualche giorno appena, le ciliegie hanno invece concluso il loro ciclo da fiore in frutto.

Paolo Restuccia ci mostra con l’emozione di un bambino davanti alla vetrina dei giocattoli la varietà di piante e foglie e fiori che il sentiero ci rivela; a noi che ammiriamo la sua competenza botanica lui risponde spiegandoci che delle 25.000 specie vegetali esistenti in Italia è in grado di riconoscerne un migliaio, o giù di lì.

Inutile però girarci intorno: questa è stata anche la tappa di Amatrice

Siamo partiti dalla vicina frazione di Sant’Angelo, ospiti di Mario Feliziani e dell’A.I.P.S., l’associazione di cui è presidente: l’unico edificio aperto al pubblico rimasto completamente intatto dal sisma. Come a Colli con la Pro Loco di Roberto Sbriccoli, o l’Agriturismo Fonteantica di Giovanni Paroli, costruire edifici a prova del terremoto più profondo che questa terra possa ospitare, si può.

E fa riflettere che le immagini diffuse in tutto il mondo provenissero proprio da qui: in quei mesi, questa era la foresteria per chiunque venisse a testimoniare gli accadimenti di Amatrice. Per troppo tempo Mario e i suoi amici hanno preparato pasti per cinquecento, a volte mille coperti.

Da Mario conosco anche Gabriella e Gabriella, le due energiche cuoche che decisamente non hanno tempo da perdere: sono alle prese con i preparativi di una gigante Amatriciana, mezze maniche con quattro chili e mezzo di guanciale, peperoncino, pomodoro e pecorino romano a volontà.

Una delle due Gabriella ha una mamma che è il mito di qui: si chiama Paolina e il 30 luglio compirà 102 anni. Il video che ho registrato restituisce lo splendore di questa donna che riluce dignità, coraggio e ottima memoria, sorretta dalle gambe più ammirate del circondario. Il suo segreto? I percorsi Kneipp praticati in 60 anni di panni lavati nel torrente ghiacciato, anche d’inverno, quando le mani e persino le braccia rimanevano livide per ore.

A fine cena interviene Gioacchino. È il poeta-cantore di qui. Come un moderno Omero vaticina versi con un occhio rivolto alle grandi cose del cielo e uno alle minuzie sulla terra. Il furor improvvisativo contagia due amici del villaggio, il villaggio fatto di Sae, e il nostro cantastorie Francesco sfodera il violino per accompagnare una melodia non temperata.

Intanto a Campotosto, in nostra attesa, come una moderna Penelope Assunta continua a tessere la tela.

La raggiungiamo finalmente, dopo una tappa di struggente bellezza. Il Gran Sasso occhieggia da lontano, ci ricorda che sì, siamo scavallati in Abruzzo. Davide Peluzzi, l’esploratore di Nerito di Crognaleto che ci raggiunge a fine tappa, capace di sei spedizioni himalayane, cinque nell’Artico, quattro in Africa, mi spiega che queste montagne d’inverno presentano le stesse caratteristiche della cinta più alta del mondo. Ed è qui infatti che ritualmente si prepara per la sue missioni naturalistiche in Nepal: dietro le linee degli Appennini più selvaggi e segreti.

Arriva infine Campotosto, che dopo Amatrice è un altro pugno al cuore. Ma ormai noi della Lunga Marcia ci scopriamo più forti.

Più uniti: la pasta, l’amalgama che ci tiene insieme si chiama cemento umano.

È un momento indimenticabile quando condivido questa intuizione con un gruppetto di noi: ci guardiamo negli occhi, e sentiamo che è vero.

Cemento umano e tessitura di fili sottili, di relazioni vicendevoli che ricamiamo ogni giorno. L’armonia della trama orizzontale delle storie personali con l’ordito verticale degli eventi, sul telaio della vita.

www.ilmondodiabha.it

N.B. grazie a Mariarosaria Guarino per il supporto fotografico

(il racconto completo presto su #movimentotellurico e #lafreccia. Con approfondimenti su #lonelyplanetitalia)

#movimentotellurico

#camminonelleterremutate

#federtrek

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