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COSA MI VOLETE TOGLIERE?

La Lunga Marcia del Cammino nelle Terre Mutate

Da Accumoli a Sant’Angelo

Tappa #10

Km 18

Difficoltà: 8/10

Bellezza: 8,5/10

Ha 27 anni all’anagrafe, ma a darglieli non glieli daresti. È saggio e giovane, forte e sereno. Come il suo sorriso: solido e leggero.

Si chiama Matthias Canapini, viene da Fano, e allo scoppio del terremoto ha deciso di correre subito qui, a bordo cratere, per percorrerlo tutto a piedi in lungo e in largo, per un anno e mezzo.

Un anno e mezzo di storie raccolte, fotografate e raccontate da “testimone”, semplicemente si definisce così, calpestando passo dopo passo macerie e sentieri.

“Il passo dell’acero rosso” è il titolo del suo ultimo libro, dedicato al suo giro senza null’altro che lo zaino in spalla, nel centro Italia mutato. Prima della sua partenza in agosto per la prossima “testimonianza” nell’Africa più nera e ostile, Matthias si è unito a noi per qualche tappa, e noi lo abbiamo osservato: vive d’amor riamato con le persone di qui, che lo conoscono tutte, e ricambiano con un piatto caldo e il posto tenda in giardino.

Matthias vive vendendo le sue fotografie e con i diritti d’autore dei suoi libri. Una parte degli introiti sono destinati ai progetti di rinascita di qui: foto e libri di Matthias vanno comprati.

Il petto da toro, l’animo generoso da rugbista, oggi abbiamo salutato Matthias che impegnerà le sue ultime settimane in Italia esplorando ancora cittadine e boschi, senza cellulare.

Ma con una profonda connessione con la gente di qui.

Che ogni giorno ci regala lezioni di vita.

Come Katia D’Apostolo, dagli occhi verdi abbaglianti di gioia, che ci accoglie nel suo agriturismo Alta Montagna Agro Bio con i quattro figli dallo sguardo magnetico paro paro al suo: Barbara (15 anni), Roberto (13 e mezzo), Elisa (12), Sofia (10 e mezzo), e con il marito Guido ci prepara una vera e propria festa, con la birra artigianale del cugino Eugenio, la San Pancrazio, spillata gratis per la gioia di tutti.

Si balla e si scherza fino a sera, con un momento epico quando Franco si lascia scivolare in bocca la pancetta affumicata (vedi video), spiegando dettagliatamente la meccanica di un gesto puramente autoctono.

Saluto anche i 95 anni di zia Lucia (bellissima nella foto tra me e Katia, poi scendiamo ad Illica, altro paese in ginocchio.

Se non fosse che andiamo a mangiare da Clementina e Davide, i fautori della country house Lago Secco: due fratelli fuori dal comune, che hanno dato vita a un’avventura umana di incredibile coraggio. Dopo cinque giorni dal terremoto in cui hanno perso tutto, tirano su un tendone sotto cui preparano banchetti grandi abbastanza per ospitare cento persone. Piatti cucinati con grande cuore, come una spettacolare gricia, sono il segreto che ci fa innamorare di loro.

Dopo cena Clementina si mette in piedi davanti a noi, si spalanca alle nostre orecchie e ci racconta la vita nei suoi ultimi quasi tre anni. Gli ostacoli della burocrazia sono tali che ancora oggi metà della sua proprietà sarebbe zona rossa (anche se non presenta pericoli, o danni) e le tocca cucinare la carne accanto a una montagna di macerie, che chi di dovere ritarda a rimuovere. Decide così di darsi una mossa da sola, di non aspettare chissà chi, chissà cosa.

Con coraggio fa quel che ritiene giusto, perché tanto quando non hai nulla da perdere, puoi seguire il tuo istinto, senza paura. E il suo mantra, che ci ripete più volte:

“Anche se non potrei…anche se non si potrebbe…non mi interessa. Ho perso tutto: cosa mi volete togliere?”

www.ilmondodiabha.it

(il racconto completo presto su #movimentotellurico e #lafreccia. Con approfondimenti su #lonelyplanetitalia)

#movimentotellurico

#camminonelleterremutate

#federtrek

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